CASIDA SETTIMA Della rosa
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La rosa
non cercava l’aurora:
quasi eterna sul ramo,
cercava altra cosa.
La rosa,
non cercava né scienza né ombra:
soglia tra carne e sogno,
cercava altra cosa.
La rosa
non cercava la rosa.
Immobile nel cielo
cercava altra cosa.
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(CASIDA SETTIMA Della rosa - Federico García Lorca)
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no buscaba la aurora:
casi eterna en su ramo,
buscaba otra cosa.
La rosa,
no buscaba ni ciencia ni sombra:
confín de carne y sueño,
buscaba otra cosa.
La rosa,
no buscaba la rosa.
Inmóvil por el cielo
buscaba otra cosa.
“POESIE D’AMORE” Federico García Lorca
Passigli Editori.
Traduzione: Valerio Nardoni
Cmmento di Gaetano Chiappini:
“La rosa della passione e dell’eros non cerca surrogati come il sorgere del giorno; né la scienza né la notte. Nemmeno se stessa. La rosa cercava altra cosa. Nessun mistero. La vita cerca sempre qualcosa d’altro.
Da Sonetos: sono undici sonetti (scritti tra il 1935 e il ’36) di cui si ebbe a Granada nel 1983 un’edizione pirata; poi, sul quotidiano madrileno ABC del 17 marzo 1985 un’edizione autorizzata a cura di Miguel García Posada, noto studioso della poesia lorchiana.”

18 marzo 2011 a 12:03
Ricordo un verso di Lorca che invitava a sentire il profumo della rosa sommersa nell’acqua. Mi ricorda con nostalgia un amore mai nato e di cui ho solo sentito quel profumo -:)
18 marzo 2011 a 12:40
Ci sono profumi che non si scordano mai, vero?
18 marzo 2011 a 14:36
la vita cerca sempre qualcosa “d’altro” perchè la felicità è “altrove” … “non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia, ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle, non di rematori, ma di sfrenate fantasie. Oh, andiamo a cercar l’Altrove!”
cercare di cogliere quella rosa nella sua intera bellezza,
cercare non solo i suoi petali ma anche le sue spine,
vedere nelle spine il presagio di petali delicati …
“delle volte un no nega più di quanto voleva, si moltiplica. Si dice “no, non verrò” e si disfanno le infinite trame lentamente intessute da dei si, si negano promesse che nessuno ci ha fatto, non altri che noi stessi, nell’orecchio … Un no spaventa. Va sempre lasciato al bordo delle labbra e dubitarne. O dirlo così dolcemente che arrivi a chi non l’aspettava con il suono d’un “si”, se anche non disse si chi lo diceva”
21 marzo 2011 a 10:49
Sì, Angelo bello, non è trovare, ma cercare. almeno, questo è il nostro destino, non approdare ma navigare, la passione si alimenta di desiderio.
Bellissimo Salinas, quella che mi hai riportato è una delle mie preferitissime, ha la doppia orecchietta
ti spiego, quando una poesia mi piace tanto ci faccio un’orecchietta alla pagina, piccolina, nell’angolo inferiore, quando mi piace tantissimissimo allora ci faccio anche un’orecchietta nell’angolo superiore del foglio, così quando ho tempo e mi viene in mente e la voglio pubblicare la ritrovo facilmente…oddio facilmente, ci son libri pieni di orecchiette su e giù!
un abbraccio grande come sappiamo noi! grazie caro
22 marzo 2011 a 08:44
Si l’avevo letta la tua domanda, ma era retorica, vero ? E forse non rivolta neanche a me…
ciao
22 marzo 2011 a 10:13
Sì certo, era retorica…scherzavo un po’ ieri. Lo faccio spesso, quando parlo di cose “serie”. E’ vero, certi profumi non si scordano facilmente, a volte non si scordano mai, seppur facciano male. Ma è profumo di sogno.
Ciao caro Guglielmo