Un appunto
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La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.
.
( “Un appunto” Wislawa Szymborska)

żeby obrastać liśćmi,
wzlatywać na skrzydłach;
albo pogłaskać go po ciepłej sierści;
od wszystkiego, co nim nie jest;
podziewać w widokach,
żeby przez chwilę pamiętać,
przy zgaszonej lampie;
potknąć się o kamień,
zgubić klucze w trawie;
nie wiedzieć.
“LA GIOIA DI SCRIVERE Tutte le poesie (1945-2009) ”
Wisława Szymborska
– Adelphi Edizioni –
Traduzione: Pietro Marchesani
18 aprile 2011 a 16:02
Leggo (per caso un frammento di questa poetessa)
La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.
Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.
19 aprile 2011 a 10:37
La morte è una di quelle cose che persisto di non voler sapere
(grazie Gugliemo)
19 aprile 2011 a 19:49
“Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. A loro non si è svelata la bellezza della vita”
di là, nell’altra tua stanza, hai sottolineato l’importanza della bellezza e di riuscire a coglierla, anche dove gli altri non la vedono, magari in una caduta … “non importa cadere. prima di tutto. prima di tutti. è proprio del fior di ciliegio cadere nobilmente in una notte di tempesta”
…
20 aprile 2011 a 08:30
Che bella la samba fortuna!
Proprio così Angelo, come sempre e per tutte le cose, così come per distinguere il dolore da ciò che dolore non è bisogna conoscere il dolore, allo stesso modo si impara a riconoscere la Bellezza dopo aver conosciuto tutto ciò che bellezza non è. Occorre sbagliare, per riconoscere gli errori; cadere, per imparare a rialzarsi, cercare i dettagli per riuscire a vedere il tutto; trovare il bello nascosto nel buio dello squallore. Soprattutto, farsi sorprendere dalla Bellezza, e dalla Vita.
Nel blog dei Ladri di Bellezza ogni ladro ha dato la sua definizione di bellezza, e la mia è questa “Bellezza è allungare le mani nell’anima del mondo e raccogliere stupore. Bellezza è stupore.