Colpi

.

La potatura d’alberi rintocca
colpo su colpo di pennato. Il freddo
fa rilucere i tagli ancora vivi.

Tempo che l’uomo in là con gli anni dice:
sono com’ero in compagnia del fuoco
che avviva e rode la sostanza, veglio

su quel che brucia e quel ch’è fatto cenere,
tengo fede ai pensieri d’una volta.
Pure non è gran cosa, è men che poco.

Anni, ancora, che quanto viene offerto
sotto la specie del dolore
tarda a farsi vita vera.

Per anni e anni
la vita segue la vita
con la fedeltà che ha l’ombra.

mentre scorre il fiume,
mentre il filo d’erba trema
tra pala e pala della falciatrice

e l’uomo appena uscito dalla prova
integro o privato del suo bene
solleva il capo fino al nuovo colpo.

(COLPI da “Dal fondo delle campagne” Mario Luzi)

 andrea lorenzetti 20570-fullsize

 

 

 

Dal fondo della campagna, un suono operoso scandisce il tempo ovattato d’un violento attaccamento alla terra, che tarda a conciliarsi con senso d’una vita, forse neanche provata, né, chissà, provocata. S’interpone, tra colpo e colpo, un pensiero denso quanto un anno, anni, rintoccano e scorrono esistenze intere non più vaste d’un bosco fatto cenere, non più luminose, nel fuoco che si estingue, d’un ultimo tremito d’ombra. Che pure non è poco.

(Commento di  Valerio Nardoni su La ferita nell’essere Mario Luzi)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: