Mura

.

Senza riguardo, senza pudore né pietà,
m’han fabbricato intorno erte, solide mura.

E ora mi dispero, inerte, qua.
Altro non penso: tutto mi rode questa dura

sorte. Avevo da fare tante cose là fuori.
Ma quando fabbricavano come fui così assente!

Non ho sentito mai né voci né rumori.
M’hanno escluso dal mondo inavvertitamente.

8208

(MURA  Konstantinos Kavafis)

2 Risposte to “Mura”

  1. Questa poesia mi fa riflettere tanto sulle mura che mi separano da diverse persone, e mi chiedevo se loro le abbiano costruite INAVVERTITAMENTE, mi lascia perplessa questo avverbio… Kavafis è forse stato isolato perchè gay, perchè usava uno stile nuovo, perchè è rimasto quasi sempre ad Alessandria ma dubito del fatto che lo abbiano isolato INAVVERTITAMENTE, forse questo era il suo punto di vista, forse in questa poesia manca principalmente la riflessione sul sé, sul prendere coscienza del fatto che il restare passivo mente gli altri lo isolano è in realtà un atto passivo, avrebbe dovuto reagire in tempo piuttosto che piangersi addosso, tzé. u.u

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