I congedati

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Sera affilata e secca
taglia come un coltello.
Unita la mia anima!

 In un sempre si pianta:
il tempo, che era sempre,
scisso: ieri, domani.
E quell’unica ombra,
sola, lungo la sabbia,
troncata in due: tu e io.

 A tratti secchi, i venti
firman sentenze ultime
di settembre, destini.
Qui è il tuo, lì il mio.
Addii, senz’addio,
né fazzoletto. Il ferro
dell’autunno la vita
ci scinde in due metà.
La vita
tutta intera, dorata,
piena, lassù che pende
da quel ramo d’agosto
dove tu la cogliesti.

 

(“I congedati” / SICURO AZZARDO – Pedro Salinas)

Joyce Tenneson_fp_image02

 

 

 

 

 

 

Tarde afilada y seca
corta como un cuchillo.
¡Unidad de mi alma!

En un siempre se hinca:
el tiempo, que ya era un siempre
partido: ayer, mañana.

Y aquella sombra sola,
única, por la arena,
truncada en dos: tú y yo.

Secos rasgos, los vientos
firman sentencias últimas
de setiembre, destinos.
Aquí el tuyo, allí el mío.
Adioses, sin adiòs,
ni pañuelo. El acero
del otoño la vida
nos parte en dos mitades.
La vida
toda entera, dorada,
redonda, allí colgando
en la rama de agosto
donde tú la cogiste.

 

(“Los despedidos” / SEGURO AZAR – Pedro Salinas)

 

“Sicuro azzardo” Pedro Salinas – Passigli Editori – traduzione: Valerio Nardoni

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