Attesa

.

Oggi che t’aspettavo non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava,
nel vuoto che hai lascito,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
così ti sei negata alla mia sete.

L’amore, sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.

Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.

.

(“Attesa” Vincenzo Cardarelli)

 

Opere – Vincenzo Cardarelli
Arnoldo Mondadori Editore
a cura di Clelia Martignoni

6 Risposte to “Attesa”

  1. Guglielmo Says:

    Amore e odio, vecchia storia ma sempre buona -:)

  2. “vorrei coprirti di fiori e d’insulti” è una sintesi perfetta🙂

  3. Koshka Says:

    Cara… Aria!
    ritorno, dopo quasi 2 anni, assolutamente per caso (ma ancora in cerca della Plath) e ritrovo il tuo bellissimo blog, con i nostri messaggi! E’ una piccola, ma inestimabile felicità vedere che alcune cose sono oltre il tempo (come la poesia). E allora, leggo la mia preferita di Cardarelli, una delle poesie d’amore più belle, in assoluto… (concordi?)
    Un caro saluto🙂
    K

    • Koshka!!! ma che bello rileggerti!
      Oh sì, trovo staordinaria questa poesia, racchiude le eterne contraddizioni dell’amore, e l’anima di qeusto sentimento: felicità/dolore, indissolubilmente legati. Quando si è travolti dall’amore, si diventa preda dell’ estasi ma già germoglia il seme del tormento. Davvero, come dicevo nel commento sopra, Cardarelli in questa poesia chiude con la “perfezione”: vorrei coprirti di fiori e di insulti🙂
      Koska, sono felice di rileggerti, mentre scrivo, sorrido🙂
      A presto!

  4. 🙂
    come quando qualcuno paragona la luna con l’occhio del viandante … Magari tu puoi spiegare questo atteggiamento con i versi che hai pubblicato o con questi: “notte di luna, che come viandante …” … ma e’ anche vero che e’ “troppo facile” descrivere una donna in modo negativo quando respinge e con parole positive quando si dimostra benevola, magari parlando di promesse …io la penso diversamente e visto che tempo fa mi hai detto che riesco a “vedere bello” come attraverso un caleidoscopio, penso alla bellezza di occhi colorati di una donna stupenda che non viene scalfita se qualcuno (non io) l’ha paragonata all’occhio del viandante … anzi, anche questa parola, davanti a lei, diventa bellissima e mi fa pensare alla viandante per eccellenza, la Carmen di Bizet: sigaraia di mestiere; zingara, gitana, di natura … che insegna che si puo’ essere senza fissa dimora perche’ la vera casa e’ il cuore … Un istinto che viene colto da Escamillo il toreador, abituato a colpire i tori e che viene colpito dalla bellezza di Carmen: e cosi’ anche Escamillo diventa “viandante”, percorrendo insieme a lei il viaggio speciale senza fine che e’ l’amore … 
    mentre Don Jose’ la vorrebbe tenere a casuccia sotto vuoto spinto e scarica su di lei la propria vanita’ e insicurezza … i propri “insulti” …

    Ciao beddhazza🙂

  5. Sopra ho detto “troppo facile” … e’ il titolo di un film breve in bianco e nero (se non sbaglio, regia di Steno) … che fa vedere lo schiaffo mollato da una bella turista straniera al bullo da spiaggia che le chiede un bacio dopo essersi vantato con i suoi amici dicendo: “oggi e’ diventato troppo facile conquistare una donna” … quella donna donera’ ad un altro giovane il proprio bacio …

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