Un appunto

.
La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

.

( “Un appunto” Wislawa Szymborska)

Życie – jedyny sposób,
żeby obrastać liśćmi,
łapać oddech na piasku,
wzlatywać na skrzydłach;
być psem,
albo pogłaskać go po ciepłej sierści;
 
odróżniać ból
od wszystkiego, co nim nie jest;
 
mieścić się w wydarzeniach,
podziewać w widokach,
poszukiwać najmniejszej między omyłkami.
 
Wyjątkowa okazja,
żeby przez chwilę pamiętać,
o czym się rozmawiało
przy zgaszonej lampie;
 
i żeby raz przynajmniej
potknąć się o kamień,
zmoknąć na którymś deszczu,
zgubić klucze w trawie;
i wodzić wzrokiem za iskrą na wietrze;
 
i bez ustanku czegoś ważnego
nie wiedzieć.
.
(“Notatka”  Wisława Szymborska)
 

“LA GIOIA DI SCRIVERE  Tutte le poesie (1945-2009) ” 
Wisława Szymborska
– Adelphi Edizioni –
Traduzione: Pietro Marchesani

4 Risposte to “Un appunto”

  1. Leggo (per caso un frammento di questa poetessa)

    La morte
    è sempre in ritardo di quell’attimo.

    Invano scuote la maniglia
    d’una porta invisibile.
    A nessuno può sottrarre
    il tempo raggiunto.

  2. angelo Says:

    “Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. A loro non si è svelata la bellezza della vita”

    di là, nell’altra tua stanza, hai sottolineato l’importanza della bellezza e di riuscire a coglierla, anche dove gli altri non la vedono, magari in una caduta … “non importa cadere. prima di tutto. prima di tutti. è proprio del fior di ciliegio cadere nobilmente in una notte di tempesta”

    • Che bella la samba fortuna!
      Proprio così Angelo, come sempre e per tutte le cose, così come per distinguere il dolore da ciò che dolore non è bisogna conoscere il dolore, allo stesso modo si impara a riconoscere la Bellezza dopo aver conosciuto tutto ciò che bellezza non è. Occorre sbagliare, per riconoscere gli errori; cadere, per imparare a rialzarsi, cercare i dettagli per riuscire a vedere il tutto; trovare il bello nascosto nel buio dello squallore. Soprattutto, farsi sorprendere dalla Bellezza, e dalla Vita.
      Nel blog dei Ladri di Bellezza ogni ladro ha dato la sua definizione di bellezza, e la mia è questa “Bellezza è allungare le mani nell’anima del mondo e raccogliere stupore. Bellezza è stupore.

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