Archive for the Sánchez Robayna Category

Cominciavo a sapere

Posted in Sánchez Robayna with tags on 10 febbraio 2010 by FrammentAria

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Cominciavo a sapere
(ma soltanto nel modo in cui ignorarlo
è una forma di conoscenza)
che, come anche il silenzio
dev’essere una parte del dire, che come anche
la visione del cielo
è una parte del cielo,
una nube interiore, molto simile
a quella errante e quieta nel mattino
fatta di intrecciata trasparenza,
si eleva alla visione
di quel nulla che siamo, e che è pur tutto.
E la visione umana
arriva a trasformarsi in esperienza
di questo nulla che sta in nessun luogo.
E’ una nube. Soltanto
dopo anni avrei saputo che il suo nome,
fra gli altri nomi esatti che la chiamano
e il nome conseguito da ogni nome,
è la nube chiarissima
del non sapere, nube
che sta dentro l’amore
e la contemplazione. Ed è una nube
oscura e chiara a un tempo,
fatta d’un accecante oscurità.

In questo tempo iniziai a percepire
l’ombra di quella nube,
davanti, molto spesso
precedendo i miei passi,
e seguirla fu a volte
un atto di innocenza.
Era soltanto un’ombra, e percepivo
già il suo potere, in fondo.
E quella nube, quella
ombra del non sapere era un sapere.

(“X Cominciavo a sapere ” /  IL LIBRO, OTRE LA DUNA – Andrés Sánchez Robayna)

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Comenzaba a saber
(pero sólo del modo en que ignorarlo
es una forma de conocimiento)
que, al igual que el silencio
ha de ser una parte del decir, que al igual
que la visión del cielo
forma parte del cielo,
una nube interior, muy parecida
a la que fluye quieta en la mañana
hecha de transparencia entrecruzada,
se alza hasta la visión
de la nada que somos, y que es todo.
Y la visión del hombre
se llega a transformar en la experiencia
de esta nada que está en ninguna parte.
Es una nube. Sólo
años después sabría que su nombre,
entre otros nombres justos que la llaman
y el nombre conseguido de los nombres,
es la nube clarísima
del no saber, la nube
interna del amor
y la contemplación. Es una nube
oscura y clara a un tiempo,
hecha de cegadora oscuridad.

Por este tiempo comencé a sentir
la sombra de esa nube
ante mí, precediendo
a menudo mis pasos,
y seguirla fue a veces
un acto de inocencia.
Era sólo una sombra, y ya sentía
su potestad, con todo.
Aquella nube, aquella
sombra del no saber era un saber. 

(“X Comenzaba a saber ” /  EL LIBRO, RAS LA DUNA – Andrés Sánchez Robayna)

“Il libro, oltre la duna”    Andrés Sánchez Robayna – Passigli Editori –  traduzione: Valerio Nardoni

Ogni principio è un’illusione

Posted in 0_Poeti, Sánchez Robayna with tags on 18 dicembre 2009 by FrammentAria

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Ogni principio è un’illusione.
Ogni principio è solo un intrecciarsi
d’inizio e fine lungo la catena
del tempo, ed è l’istante
in cui credemmo di veder la nascita
e la nascita è solo un atto
dell’incessante continuo rinascere
– ovvero, queste linee somigliano a un principio
ma il principio risorge ad ogni istante,
come la pioggia che stasera
ho visto cadere sul mare
e stasera è soltanto una sera del tempo che rinasce
in eterno ricominciare
e la pioggia e la sera sprofondate nel tempo
in cui ruotano sempre le nuvole ammassate
sopra i marmi celesti

e la linea iniziale è un principio
e la linea finale è un principio.

(“II Ogni principio è un’illusione“  – IL LIBRO, OLTRE LA DUNA  – Andrés Sánchez Robayna )

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Todo comienzo es ilusorio.
Todo comienzo es sólo un enlazarse
del principio y del fin en la cadena
del tiempo, es el instante
en que creímos ver el nacimiento
y el nacimiento es sólo un acto
de lo incesantemente renacido
—es decir, estas líneas semejan un comienzo
pero el comienzo surge a cada instante,
como la lluvia que esta tarde
vi caer sobre el mar
y esta tarde es tan solo una tarde del tiempo que renace
en un eterno recomienzo
y la lluvia y la tarde se han hundido en el tiempo
en el que ruedan siempre las nubes agolpadas
sobre los mármoles celestes

y la línea inicial es un comienzo
y la línea final será un comienzo.

(“II Todo comienzo es ilusorio  ” /  EL LIBRO, RAS LA DUNA – Andrés Sánchez Robayna)

“Il libro, oltre la duna”    Andrés Sánchez Robayna – Passigli Editori –  traduzione: Valerio Nardoni

Il rumore degli alberi

Posted in Sánchez Robayna with tags on 4 novembre 2009 by FrammentAria

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Il rumore degli alberi
ed il testo infinito si scrivevano
con caratteri neri dentro l’occhio
del sole. E da lì,
in un vortice stretto, scivolavano
cadendo nello sguardo come una fusione
d’oro e di foglie esatte
dentro al punto dell’iride.

Oh lucentezza liberata,
sdraiato in mezzo al prato contemplavo
la valanga solare, l’alluvione
soave della nostra luce
ad abbracciare i mondi. Io abitavo
sulle torri del sole.

(“ II Il rumore degli alberi“  – IL LIBRO, OLTRE LA DUNA  – Andrés Sánchez Robayna )

Tube Mum 4 by _twotoneink

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El rumor de los árboles
y su texto infinito se escribían
con negros caracteres en el ojo
del sol. Y desde allí,
en remolino prieto, resbalaban
cayendo en la mirada como una fundición
de oro y hojas exactas
sobre el punto del iris.

Oh desasida claridad,
echado sobre el césped contemplaba
la avalancha solar, el aluvión
suave de nuestra luz
abrazando los mundos. Yo habitaba
en las torres del sol.

(“VI El rumor de los árboles“  – EL LIBRO, RAS LA DUNA  – Andrés Sánchez Robayna )

 

“Il libro, oltre la duna”    Andrés Sánchez Robayna – Passigli Editori –  traduzione: Valerio Nardoni

Passato il tempo delle biglie

Posted in Sánchez Robayna with tags on 27 ottobre 2009 by FrammentAria

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Passato il tempo delle biglie,
felici scorribande,
e le noci, i palloni, gli uccellini,
altro sole a guidarci, e un crepuscolo lungo
avvolse i nostri passi principianti
nella coscienza della finitezza.
Ci avviammo in cammino
nella notte esitante che s’appropria
dei passi degli uomini,
in quella stessa notte in cui si generano
la memoria di sé e del passato.
Tesoro di memoria
che alimenti il vissuto:
tu nascesti al contempo della notte
in cui ci avviammo oscuri.
In te misuro i tempi,
e non mi frastornare, che è così,
né frastornarti, tu, con le tue folle
d’impressioni: in te misuro i tempi.
L’impressione, cioè, che in te produce
tutto ciò che succede
(e che se anche passato, poi permane)
è  quella di presente che misuro,
e delle cose non quelle passate
e che l’hanno prodotta:
è questo che misuro
quando misuro i tempi.
Insomma o questa è il tempo
o non misuro il tempo.

E in quale notte
hanno trovato rifugio le stampe,
le fiabe, le figure ritagliate,
e gli arenili sui quali vedevo
il buio che arrivava nell’estate
e impossessarsi di secchi e castelli
crollati nella sabbia, ed i gabbiani,
la loro arcana scrittura al di sopra
dei monticelli umidi, il sale
sul cotogno affondato e tornato a affondare
nelle acque brillanti.
                                           Non quello che è successo,
né ciò che lo produsse:
l’impressione,
ciò che permane in te, quella misuro.

(“Passato il tempo delle biglie”  – IL LIBRO, OLTRE LA DUNA  – Andrés Sánchez Robayna )
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Pasado el tempo de canicas,
felices correrías,
nueces y pajarillos y pelotas,
otro sol nos guiaba, y un crepúsculo largo
envolvió nuestros pasos primerizos
en la consciencia de la finitud.
Comenzamos a andar
en una noche incierta que se apropia
de los pasos humanos,
en una noche que también engendra
la memoria de sí y de lo pasado.
Memoria que atesoras
y nutres lo vivido:
naciste al mismo tempo que la noche
en que andamos oscuros.
En ti mido los tiempos,
no quieras perturbarme, que es así,
ni quieras perturbarte a ti con turbas
de tu afección: en ti mido los tiempos.
Pues la afección que en ti produce
Todo cuanto sucede
(y que, aunque haya pasado, permanece)
es la que de presente mido yo,
no las cosas aquellas que pasaron
y que la produjeron:
es ésta la que mido
cuanto mido los tiempos.
Luego o ésta es el tiempo
o yo no mido el tiempo.

Y en qué noche
fueron a refugiarse las estampas,
los cuentos, las figuras recortables,
los arenales en los que veía
llegar la oscuridad en el verano
y adueñarse de cubos y castillos
de arena derrumbada, las gaviotas
y su escritura misteriosa sobre
los montículos húmedos, la sal
en el membrillo hundido y vuelto a hundir
en las aguas brillantes.
                                               No lo que sucedió,
ni lo que lo produjo:
la afección,
lo que en ti permanece, es lo que mido.

(“XI Pasado el tempo de canicas” /  EL LIBRO, RAS LA DUNA – Andrés Sánchez Robayna)

“Il libro, oltre la duna”    Andrés Sánchez Robayna – Passigli Editori –  traduzione: Valerio Nardoni