Archive for the Whitman Category

Quell’ombra, mia immagine

Posted in Whitman with tags on 2 febbraio 2011 by FrammentAria

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Quell’ombra, mia immagine, che va e viene, cercando di vivere,
     e chiacchiera, mercanteggia,
Quanto spesso mi trovo immobile a contemplarla dove erra,
Quanto spesso mi chiedo in dubbio se sia proprio me;
Ma quando, tra i miei amanti, quando intono questi miei canti,
Oh, non dubito più che sia veramente me.

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(“Quell’0mbra, mia immagine”  Walt Whitman)

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That shadow my likeness that goes to and fro seeking a livelihood,
     chattering, chaffering,
How often I find myself standing and looking at it where it flits,
How often I question and doubt whether that is really me;
But among my lovers and caroling these songs,
O I never doubt whether that is really me.

(“That Shadow My Likeness”  – Walt Whitman)

Leaves of Grass

“Foglie d’erba”  Walt Whitman – Einaudi Editore 
 traduzione: Enzo Giachino

 

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Un’ora alla pazzia e alla gioia

Posted in Whitman with tags on 6 gennaio 2010 by FrammentAria

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Un’ora alla pazzia e alla gioia! O furiosa! Oh, non imprigionatemi!
(Che cosa è mai che così mi libera nelle tempeste?
E che mai vogliono dire i miei urli tra i lampi, tra i venti in procella?)

Oh, bere i misteriosi deliri più profondamente di qualsiasi altro uomo!
Selvagge e tenere pene! (A voi le trasmetto, miei figli,
A voi le narro, e a buon motivo, o sposo e sposa).

Oh, abbandonarmi a te, chiunque tu sia, e tu abbandonarti a me,
       a dispetto del mondo!
Oh, ritornare al Paradiso! Oh, timida e femminile!
Oh, attirarti a me e su te imprimere per la prima volta le labbra d’un 
       uomo deciso.

Oh, fuggire dove alla fine si trova lo spazio che basta, l’aria che basta!
Svincolarsi da precedenti legami e convenzioni, io mai miei, tu dai tuoi!
Trovarsi in un nuovo, impensato accordo con il meglio della Natura!
Sentirsi il bavaglio cader dalla bocca!
Avere il senso che in questo giorno, in qualsiasi giorno, basto così
       come sono.

Oh, qualcosa di non provato! qualcosa in un’estasi!
Completamente staccarsi dalle ancore, sganciarsi dagli altri!
Procedere libero! libero amare! scagliarsi con furia violenta!
Corteggiar la rovina con provocazioni e inviti!
Ascendere, balzare ai cieli d’amore che mi son designati!
Salire sin lassù con l’anima mia inebriata!
Perdermi, se così mi tocca!
Alimentare il resto della mia vita con un’ora di plenitudine e libertà!
Con un’ora fugace di pazzia e di gioia!

(“Un’ora alla pazzia e alla gioia”/FIGLI D’ADAMO – Foglie d’erba – Walt Whitman)
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One hour to madness and joy! O furious! O confine me not!
(What is this that frees me so in storms?
What do my shouts amid lightnings and raging winds mean?)
O to drink the mystic deliria deeper than any other man!
O savage and tender achings! (I bequeath them to you my children,
I tell them to you, for reasons, O bridegroom and bride.)

O to be yielded to you whoever you are, and you to be yielded to me
in defiance of the world!
O to return to Paradise! O bashful and feminine!
O to draw you to me, to plant on you for the first time the lips of
a determin’d man.

O the puzzle, the thrice-tied knot, the deep and dark pool, all
untied and illumin’d!
O to speed where there is space enough and air enough at last!
To be absolv’d from previous ties and conventions, I from mine and
you from yours!
To find a new unthought-of nonchalance with the best of Nature!
To have the gag remov’d from one’s mouth!
To have the feeling to-day or any day I am sufficient as I am.

O something unprov’d! something in a trance!
To escape utterly from others’ anchors and holds!
To drive free! to love free! to dash reckless and dangerous!
To court destruction with taunts, with invitations!
To ascend, to leap to the heavens of the love indicated to me!
To rise thither with my inebriate soul!
To be lost if it must be so!
To feed the remainder of life with one hour of fulness and freedom!
With one brief hour of madness and joy.

(“One Hour to Madness and Joy”/CHILDREN OF ADAM – Leaves of Grass – Walt Whitman)

OPERE SCELTE (Leaves of Grass) –  Walt Whitman – Giulio Einaudi Editore S.p.A.
 traduzione: Giuseppe Conte 

 

Mare!

Posted in Whitman with tags on 14 ottobre 2009 by FrammentAria

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Mare! Anche a te io mi affido – capisco ciò che vuoi dirmi,
Scorgo da riva le curve tue dita che invitano,
E credo che allontanarti non vuoi prima d’avermi toccato,
Dobbiamo fare un giro insieme, mi spoglio, portami lungi, che non veda più terra,
Cullami sui molli tuoi cuscini, cullami in ondoso assopimento,
Schizzami di sprilli amorosi, ché io ben saprò ripagarti.

 Mare delle distese ondate,
Mare che esali vasti soffi convulsi,
Mare del sale di vita, delle non mai scavate e sempre aperte tombe,
Che urlando scolpisci tempeste, capriccioso e raffinato mare,
Io sono parte integrale di te, sono anch’io d’una fase e di tutte le fasi.

 Partecipe di influssi e di efflussi, io che esalto l’odio e la conciliazione,
Io che esalto gli amici, e quelli che dormono l’uno nelle braccia dell’altro.
Io sono colui che attesta la simpatia,
(Dovrei compilare la lista delle cose nella casa, e tralasciare la casa che le sostiene?)

 Non sono solo il poeta della bontà, non mi rifiuto di essere al tempo stesso il poeta della malvagità.

 Che sciocchezze sono mai queste sulla virtù e sul vizio?
Il male mi incalza, la riforma del male mi incalza, io resto indifferente,
Il mio passo non è quello di chi censura o rifiuta,
Io bagno le radici di tutto ciò che è cresciuto.

 Temete che la perenne fecondità produca una qualche scrofola?
Ritenere che le leggi celesti debbano ancora venir rielaborate e rettificate?

 Io trovo che un lato fa da contrappeso e che il lato sugli antipodi fa da contrappeso,
Cedevoli dottrine m’offrono un valido aiuto al pari di dottrine stabili,
Pensieri e atti del presente la nostra sveglia e mattutina partenza.

 Questo minuto, che arriva fino a me dai decisioni trascorsi,
Nulla v’ha di meglio di questo e del presente.

 Quanto si comportò bene nel passato, o si comporta bene oggi, non costituisce una tal meraviglia,
La meraviglia è e sarà come possa esistere un uomo meschino o empio.

   (“Il canto di me stesso”  n.  22, in FOGLIE D’ERBA,  Walt Whitman)

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You sea! I resign myself to you also- I guess what you mean, I behold from the beach your crooked fingers, I believe you refuse to go back without feeling of me, We must have a turn together, I undress, hurry me out of sight of the land, Cushion me soft, rock me in billowy drowse, Dash me with amorous wet, I can repay you. Sea of stretch’d ground-swells, Sea breathing broad and convulsive breaths, Sea of the brine of life and of unshovell’d yet always-ready graves, Howler and scooper of storms, capricious and dainty sea, I am integral with you, I too am of one phase and of all phases. Partaker of influx and efflux I, extoller of hate and conciliation, Extoller of amies and those that sleep in each others’ arms. I am he attesting sympathy, (Shall I make my list of things in the house and skip the house that supports them?) I am not the poet of goodness only, I do not decline to be the poet of wickedness also. What blurt is this about virtue and about vice? Evil propels me and reform of evil propels me, I stand indifferent, My gait is no fault-finder’s or rejecter’s gait, I moisten the roots of all that has grown. Did you fear some scrofula out of the unflagging pregnancy? Did you guess the celestial laws are yet to be work’d over and rectified? I find one side a balance and the antipedal side a balance, Soft doctrine as steady help as stable doctrine, Thoughts and deeds of the present our rouse and early start. This minute that comes to me over the past decillions, There is no better than it and now. What behaved well in the past or behaves well to-day is not such wonder, The wonder is always and always how there can be a mean man or an infidel.

 

(“Song of myself” n. 22, LEAVES OF GRASS,  Walt Whitman) 

qui le più fragili mie foglie

Posted in Whitman with tags on 12 ottobre 2009 by FrammentAria

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Qui le più fragili mie foglie, eppure quelle che dureranno più a lungo,
Qui velo e celo i miei pensieri che non mi piace rivelare,
Eppure essi mi rivelano più di ogni altra mia poesia.

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[“Qui le più fragili mie foglie”  – FOGLIE D’ERBA *Calamus – Walt Whitman]MariaCeciliaCamozziBozzani